Benvenuti nel P e r o B l o g , il Blog di CARLO PERONI "PEROGATT" - diventiamo amici? :)








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ANEDDOTERIA PEROFUMETTOSA (145)
1989: Arrivano i PACIOCCHI
Come ho scritto nel titolo, nell'anno 1989 avevo firmato un importante contratto con la "Parmalat" per la cessione dei miei personaggi "I PACIOCCHI" (personaggi che avevo creato molti anni prima, negli anni '70 (il personaggio Paciocco era nato da un mio sogno ed alla mattina dopo l'ho subito disegnato). Questo personaggio era molto piaciuto alla Parmalat che lo avevano usato per la serie delle merendine "Mister Day". Di conseguenza ho creato anche tutta una serie di personaggi: la sua numerosa famiglia.
Per il lancio di questi personaggi, realizzati in pupazzi di plastica (e di cera in occasione delle feste) era stata preparata una grossa campagna pubblicitaria (curata da una grossa Agenzia pubblcitaria di Milano) e mi avevano incaricato di preparare uno "Story-Board" (cioè il racconto disegnato delle varie sequenze del filmato pubblicitario). Il proprietario della Parmalat contava molto su questa linea di merendine "Mister Day" anche perchè da sempre c'era stata una specie di "guerra" fra la Parmalat e la Barilla ed il signor Tanzi (che io non avevo mai conosciuto) aveva detto di non guardare alle spese, ma voleva che questo filmato fosse realizzato nella maniera migliore possibile. Così pensai ad una piccola storia: il disegnatore (cioè io) stava disegnando nel suo studio dei personaggi e su un foglio aveva appena disegnato il Paciocco, ma era notte e ad un certo punto si addormentava. Il personaggio usciva dal foglio di carta ed andava a chiamare tutti i suoi parenti ed assieme andavano a fare una festa nella stanza del figlio del disegnatore, poi alla fine il bambino, stanco per la strana festa che era avvenuta nella sua stanza, si mise a letto ed i personaggi scomparivano tutti. Pensava ovviamente che si fosse trattato di un sogno e si addormentò con in mano una confezione delle merendine. Ad un certo punto il 
Paciocco, piano piano, si infilò nel letto del bambino e si mise a dormire anche lui. Questo il racconto in breve (vedere lo "Story-Board" che metto in questa puntata. Per realizzare questo filmato ci recammo in un grosso studio milanese, l'agenzia chiamò a curare la regia un regista inglese, Terry Ibbott, molto conosciuto in Inghilterra per aver realizzato dei bellissimi film pubblicitari. Questo primo spot durava 60 secondi: una lunghezza superiore agli spot normali che sono al massimo di 30 secondi. Io preparai tutti gli studi per le scenografie (realizzate poi da Marco Radaelli). Per gli attori, veramente avevo pensato di realizzare io stesso la parte del disegnatore, ma il regista non mi trovò adatto: ero una persona troppo "normale" e chiamò un attore (non ricordo il nome, ma appena lo vidi ci rimasi un po' male: aveva i baffi ed i capelli lunghi... mentre io sono notoriamente con pochissimi capelli e le mie famose lunghe basette... Ma il regista fu inflessibile. Poi si dovette cercare il bambino che fosse in grado di recitare bene quella parte ed alla file la Produzione (Milano Cinematografica) ne scelse uno che all'inizio ci sembrò molto timido, 
ma sperammo che piano piano si "sciogliesse" un po'. ll regista si dimostrò subito una persona veramente esperta e spiegava le cose ai tecnici ed a noi con un italiano molto stentato ma in maniera molto semplice ed efficace; si era portato dietro il suo fido direttore delle luci, un inglese anche Larry Park - e fra loro si capivano molto bene: evidentemente avevano lavorato molto in coppia. Per il primo filmato andò tutto molto liscio: il regista osservava alla perfezione il mio "Story-Board": aveva notato che lì erano già indicate molto chiaramente anche le inquadrature e lui ne era molto soddisfatto. Quando seppe che lo avevo disegnato io mi fece le congratulazioni e mi disse che era bello lavorare in quel modo: solitamente riceveva degli Story-Board orribili e lui doveva poi ristudiare tutto, ma in questo caso tutto era perfetto, si vedeva che ero veramente un "esperto"... Tutto filava liscio, ma ad un certo punto il bambino avrebbe dovuto ridere meravigliato perchè, nel filmato finale, poi, avrebbe visto per la prima volta il Paciocco che gli parlava (con un "effetto speciale di sovrapposizione delle pellicole - Le animazioni erano realizzate da me e dallo Studio Zeta di Milano - un gruppo di miei ex allievi che si erano riuniti assieme in una ditta specializzata nei disgni animati ed erano molto bravi). Ma il bambino non riusciva a ridere, il regista si arrabbiava ed il bambino si mise a piangere. Il regista cominciava ad essere nervoso perchè questa faccenda gli faceva perdere del tempo prezioso. Io ad un certo punto mi offrii di risolvere la cosa a mio modo. Il regista mi disse di tentare pure, anche se dubitava che ci riuscissi: quando i bambini piangono, solitamente poi è quasi impossibile riuscire a farli ridere. Io gli promisi che ci sarei riuscito. Non gli dissi niente circa la mia idea; chiedi un grosso foglio di carta e disegnai velocemente, con un pennarello, la caricatura del bambino come se fosse un brutto e comico mostro e ci avevo scritto in grosso: 

il Paciocco che tranquillizzava la bambina e le diceva che ci aveva pensato lui. Allora la bambina smetteva di piangere e si metteva a ridere. Ma... il fatto era che noi della mia ditta (la CPPC - Carlo Peroni Produzione Comics - nella quale, oltre me, c'erano diverse persone, ma soprattutto Monica, Roberto e Diana e, successivamente, Patrizia) non avevamo fatto in tempo a preparare il disegno animato da sovrapporre. La casa di produzione mi disse di escogitare qualche sistema, ma dovevamo assolutamente finire in giornata! Allora ci mettemmo subito a lavorare... Per girare il film eravamo stati chiamati a Vigevano, nella famosa e grande piazza. Chiedemmo a dei negozianti del posto di darci una mano ed in poco tempo disegnai una sagoma del Paciocco che colorammo con colori di fortuna. Poi disegnammo delle "bocche" di varie forme (ritagliate e con un biadesivo dietro) da sostituire sulla sagoma ed inoltre un paio di occhi con le palpebre abbassate, sempre con il biadesivo dietro. Così io e Roberto ci mettemmo all'opera: ogni volta che il regista girava pochi fotogrammi, noi sostituivamo velocemente le bocche ed ogni tanto gli occhi. In questo modo, una volta montato il tutto sembrava davvero che il Paciocco parlasse e che sbattesse gli occhi. Inoltre ad un certo punto doveva far vedere (dal finestrino della macchina, mentre stava partendo, delle confezioni delle merendine Mister Day. Uno di noi si nascose nell'auto e con una mano faceva ondeggiare un po' il personaggio e con l'altra mano le confezioni. Il tutto risultò perfetto. Un piccolo passo indietro: la bambina doveva prima piangere (al comando del regista) e poi ridere quando vedeva il Paciocco, ma non c'era niente da fare: piangeva e rideva nei momenti più sbagliati. Il regista fece molte prove ma tutto fu inutile ed alla fine la bambina piangeva e basta (anche perchè il regista le gridava molto). Allora il regista disse alla madre (vera) della bambina che non andava bene e si mise a cercare in mezzo alla gente per trovare un'altra bambina che la sostituisse. Lui, con le stampelle, ed io dietro di lui per cercare di aiutarlo a rintracciare la bambina giusta. Ad un certo momento vedemmo una bambina in mezzo alla folla di curiosi che nel frattempo si erano ammucchiati a vedere la lavorazione del film e facemmo una prova con questa: il risultato fu perfetto! Il regista cominciò a girare anche quella scena ed il film era "quasi" finito... Intanto si era fatto sera e dovettero aumentare le luci artificiali per imitare la luce del sole. Mancava solo da girare un primo piano delle mani della mamma (l'attrice) che prendeva delle confezioni di Mister Day e le mostrava alla telecamera. Ma... l'attrice ormai se ne era già andata. Allora il regista ebbe un'idea: chiese a Diana, la ragazza che era con noi, se se la sentiva di girare lei la scena; l'avrebbe inquadrata solo con un primo piano di mani. Solo che si doveva vedere la fede al dito ed io le prestai la mia... Tutto filò a meraviglia. Alla fine eravamo tutti soddisfatti, Diana più di noi: a lei avevano pagato in contanti una cifra di molto superiore a quella che spettava a noi e che avremmo incassato dopo diverso tempo... Però noi la prendemmo a ridere... Ma il lavoro più difficile era stato quello di realizzare i pupazzi veri e propri: io avevo preparato lo studio dei vari personaggi visti dai vari lati: di fronte, di dietro, da sopra e da sotto, indicando con le ombreggiature l'effetto 3 dimensioni (allora non c'era ancora il computer...) tenendo presente che questi pupazzi sarebbero stati poi preparati in due stampi diversi ed uniti: la cosa era molto difficile perchè mi limitava moltissimo con le posizioni dei personaggi; un tecnico specialista realizzava poi, in base ai miei disegni, i personaggi in gesso; li studiavamo bene assieme e dopo varie prove, quando finalmente eravamo soddisfatti, si consegnavano alla ditta che poi li avrebbe realizzati in plastica (all'inizio venivano fabbricati in Italia, ma poi - per risparmiare... -alcuni erano realizzati in Cina. Durante il periodo Natalizio alla Parmalat ebbero l'idea di far realizzare i pupazzi in cera (con un piccolo stoppino sopra, da accendere); l'idea era buona, ma... molto spesso questi pupazzi si rompevano ed era un vero peccato. Poi mi commissionarono le Figurine dei Paciocchi, vari disegni per le magliette e altri vari oggetti (che purtroppo non riesco più a trovare...). Nella foto pubblicata su WOW si vede un bambino con la maglietta dei Paciocchi ed i pupazzi davanti a lui: era il figlio di Luigi F. Bona! Ora... ovviamente è molto più grande! Sembrerebbe che tutto fosse filato liscio alla perfezione, ma un brutto giorno arrivò alla Parmalat una lettera da parte dell'avvocato di una famosissima ditta di giochi (non scrivo il nome per evitare... guai legali: non si sa mai, visto che gli avvocati ultimamente si "divertono" a prendermi di mira in maniera sciocca!). Loro pretendevano che venissero subito ritirati dal mercato tutte le confezioni delle merendine Mister Day perchè contenevano dei pupazzi chiamati come dei loro pupazzi: "i Paciocchini". Alla Parmalat si allarmarono anche se io li tranquillizzai: negli anni '70 avevo depositato questi personaggi e potevo dimostrarlo. Ma la Parmalet, nel dubbio di essere coinvolta in uno scandalo (cosa che poi anni dopo è accaduto, ma per motivi ben più seri...) decisero di ritirare dal mercato tutte le confezioni delle merendtine Mister Day. Ci fu un processo ed avemmo ragione noi e quella ditta fu costretta a ritirare dal mercato i loro pupazzi. Ma nel frattempo le merendine Mister Day ebbero un crollo di immagine e sparirono completamente per anni. Le ritirarono fuori dopo diversi anni, ma senza i Paciocchi e furono un completo fallimento anche perchè nel frattempo la Barilla aveva migliorato molto la qualità delle loro merendine e quelle della Parmalat non reggevano il confronto. Così sparirono dagli scaffali dei negozi e dei supermercati. Io ne fui danneggiato perchè oltre tutto il contratto che mi avevano fatto firmare era valido per molti anni e non avrei potuto usare in altra maniera quei personaggi e poi avevo già iniziato a realizzare altri lavori che mi furono rifiutati e non pagati. Mi è rimasto solo un bel ricordo per la grossa attività che avemmo con la mia ditta ed i ragazzi della CPPC rimasero senza lavoro improvvisamente, ma... in quel periodo saltò fuori "Slurp
" e ci buttammo tutti a lavorare come pazzi per questa nuova rivista che ebbe un successo incredibile e noi ci divertimmo moltissimo come matti: avevamo formato veramente un bel gruppo affiatato! (ah, dopo un po' di tempo arrivò anche Patrizia che ci diede una mano notevole. In pratica, ognuno di noi aveva delle caratteristiche che non avevano gli altri. Quindi: per prima ci fu Monica (che sento anche oggi via e-mail: è sposata ed ha una figlia bellissima: Arianna!), poi è arrivato Roberto (che si è sposato anche lui ed ha due figli: Samuele e Susanna), quanto a Diana purtroppo abbiamo perso i rapporti dato che erano subentrate alcune incomprensioni ed inoltre lei aveva cambiato casa e si era trasferita. Anche lei sposata con, mi sembra, due figli). Ma fra tutti siamo rimasti in buonissimi rapporti con Roberto che a volte mi da una mano ed è dibventato il vignettista ufficiale prima del Corriere della Sera di Como e poi per "La Provincia" di Como dove è apprezzatisimo per le sue micidiali battute. Monica è diventata infermiera diplomata (insomma, non so come mai, ha cambiato completamente mestiere. Patrizia seguita a dipingere e so che si interessa un po' di tutto: dalle scenografie all'arredamento. Diana non lo so cosa faccia, ma penso che lavori nel campo pubblicitario.
Perogatt
ANEDDOTERIA PEROFUMETTOSA (144)
Tutto o quasi su Moise
Pensa un po'che avant'ieri ero da Musso Colori, un rimarchevole negozio astigiano dotato di una fantastica sezione piena di matite. pennelli, pastelli e di tutte quelle meraviglie che il web-mondo ci sta facendo dimenticare... Ero lì per acquistare un altro blocco di quelli che chiamo i miei 'breviari': gli utilissimi taccuini con la copertina rigida nera, della Winsor & Newton che utilizzo abitualmente come raccoglitori di idee (sono in formato A5, ma una volta sono persino riuscito a dsegnarci sopra lo storyboard di una storia a fumetti!!!)... Insomma, ero lì che aspettavo il mio turno godendomi quel bel, desueto profumo di pastelli a cera, grafite e carta scholler e intanto scartabellavo tutti quei libri dal titolo 'Stencil facile', 'disegno dal vero', acquerello giapponese' eccetera, quando ho adocchiato una serie di fascicoli della collana 'Leonardo' sulla nobile arte del fumetto... Li sfoglio, meditando se acquistarne un paio a far da supporto alla mia (scarsa) abiltà di docente alla scuola del fumetto di Asti, quando TA-DAAAHH! Eccoti un GianConiglio Peroniano a tutta pagina! Apro un altro fascicolo (dedicato alle caricature) e TA-DAAAHHH eccoti un Marty Feldman disegnato - indovina un po' - sempre dallo stesso individuo (lo conosci?)... Insomma, te lo confesso, non ho resistito e mi sono fatto bello con il negoziante, tirandolo per la giacca e dichiarando: IO LO CONOSCO IL PERONI !!! Devo rilevare tuttavia che, nonstante ciò, il negoziante non mi ha fatto il benchè minimo sconto! ACH! E poi dicono dei Genovesi !!! 
ANEDDOTERIA PEROFUMETTOSA (143)
HUM


